I disegni qui sotto ed il loro significato (spiegato dai giovanissimi autori), riflette molto la dolorosa storia che vide i lupi Chinook e Mohawk, protagonisti de “Il Sogno del Lupo” uccisi anni fa dall’ignorante cattiveria di certuni.
Inoltre, nei disegni C ed F, la scena è sovrastata da due stelle che si incrociano nella notte, ce le racconta assai bene Marta:
In particolare mi ha molto colpito quando Ario ha parlato del suo rapporto con i lupi, che descrive come maestri per lui. La cosa che mi ha commosso maggiormente, invece, è stato quando egli ha raccontato che, dopo la morte dei suoi primi lupi, è uscito all’aperto e si è domandato guardando il cielo: “Dove siete?”… E proprio in quel momento due stelle cadenti si sono incrociate nel buio della notte.
“L’Aurora Boreale con i suoi nastri colorati avvolge magicamente i Nativi che sembrano ululare alla natura” Giorgia.
”L’alba illumina l’amore tra Ario e i suoi lupi come in una vecchia foto” Gianmarco
”I nativi ci sono e ci saranno nelle persone che continueranno a rispettare se stessi e la natura” Edoardo
“L’Aurora sovrasta con le sue forme sinuose Ario ed i suoi lupi, infondendo in loro la speranza di poter andare ancora avanti” Giovanni
“Sotto la protezione dei suoi due lupi e la luce dell’Aurora Boreale che illumina la sua strada, Ario Sciolari compie la sua avventura in Norvegia” Marco
“Sotto la protezione dei suoi due lupi e la luce dell’Aurora Boreale che illumina la sua strada, Ario Sciolari compie la sua avventura in Norvegia” Marco
qui ci sono alcuni estratti del diario tenuto dai ragazzi che hanno partecipato ai miei campi e alcune delle pagine originali:
Caro Ario, conoscendoti, ho scoperto un angelo. Anche se da poche ore che avevamo approfondito la nostra amicizia, tu mi hai mostrato i tuoi posti più segreti e mi hai dimostrato che l’invidia anzi, non solo quella, ma il male in generale, non ha colpito solo me e la mia famiglia… Nonostante questo, vai avanti e hai ora dei progetti favolosi e per questo ti ammiro. Fammi una promessa, rimani come sei!!!
Mathias, 12 anni, giugno 2007
Questi 20 giorni di campo hanno fatto risvegliare in me l’anima selvaggia.
Sono diventato più accorto in cose che prima mi sembravano stupide.
Grazie per avermi fatto sentire grande ma piccolo.
Igor Cheveyo, 11 anni, Campo Luglio 2007
Caro Ario
Ti ringrazio con tutto il cuore per avermi fatto riconoscere la nostra vera madre la Terra.
Per avermi insegnato tantissime cose.
Per avermi fatto provare un altro sentiero della vita, il sentiero n° 1.
Per avermi fatto vivere con sincerità il mondo o quei brevi momenti di pensiero che scorrono nella mia mente e che non smetteranno di scorrere perché sono pensieri felici e pieni di speranza.
Questo mondo che in tanti sprecano buttandolo all’aria, mi prometti che lo salverai e che non morirà perso nel vento?
Tra tutte queste cose non ti ho detto quella più importante: continua a seguire i tuoi sogni, non lasciarli scappare!
Ti prometto che aiuterò te, la Terra e i Nativi: io non voglio morire senza aver combattuto e se il risultato sarà poco, io ci avrò provato.
Ario, penso e continuerò a pensare ad un mondo nuovo.
Grazie Terra, Grazie Ario.
PS: Ci vediamo al Campo di settembre, a presto. Continua a seguire i tuoi sogni e vedrai che un giorno questa lenta decaduta del mondo finirà; io ci credo!
CREDICI.
Anna Ga., Nijlon, 10 anni, Campo Luglio 2007
Questo Campo è bellissimo.
Quando sarò a casa vorrei esser qui.
Tu Ario sei per me una stella nel cielo senza nuvole. Sei una fonte di energia.
Sei un cristallo acceso e luminoso.
Voi ragazzi del campo, siete stati per me fonti di gioia e bravissimi amici; non vorrei mai andare via da qui…
Ario, sei come mio padre e voi ragazzi siete i miei fratelli. I lupi sono fantastici.
Anna Gi. 11 anni, Campo settembre 2007
Io ho bisogno di questi Campi per liberarmi da tutte le scemate di questo mondo… Tanta gente ignora la natura, ma chi ci vive un po’, come noi del campo, può scoprire che esse è splendida. E grazie ad Ario sono riuscita a trovare la pace che è dentro di me.
Virginia, 11 anni, Campo settembre 2007
Grazie Ario per avermi insegnato ad ascoltare e rispettare la grande Madre Terra. Ormai è il quarto campo a cui partecipo e ogni volta che me ne vado parto con la speranza di ritornare…
Giacomo Apenimon, 13 anni, Campo settembre 2007
Questo Campo mi dà sicurezza nel diventare grande perché divento in gamba e resistente al freddo. Poi Ario, il mito del Campo, è come una stella gigantesca che illumina e noi stelline che gli diamo forza….
In questi campi si impara a vivere come gli indiani e a giocare e a costruirsi i vestiti come loro. Io ammiro Ario e lo considero come un secondo papà; spero di diventare come lui!
Matteo Inapi, 10 anni. Campo Luglio e settembre 2007
Questi Campi mi hanno dato tutto quello di più bello che c’è dentro di me
Grazie ai lupi e ad Ario trovo nella natura quello che c’è di più bello; in mezzo ad essa sto bene come se fossi a casa mia.
Susanna, 10 anni, 4 Campi Explora.
La natura è il posto migliore ove abitare e si gode della cose migliore cioè sentire nel cuore quello che la Terra ti trasmette
Quello che succede qui è sempre bello ed avventuroso in mezzo agli alberi maestosi e ad alte montagne rocciose.
Il gelo di novembre è spaventoso ma alla fine con le magie che succedono, ti scaldano i piedi e il corpo e le mani fanno entrare nelle ossa tutto il calore possibile che poi ti serve quando fa freddo ad usarlo pian piano.
Ogni terra così curata è meravigliosa anche se la natura è così senza che nessuno la tocchi..
L’alba è la cosa più bella che vedi la mattina appena sveglia e la notte il cielo è talmente stellato e la luna che illumina la terra nella buia notte che crea un’atmosfera tranquilla. Durante il giorno invece il sole domina tutto senza però bruciare la natura.
La neve è fredda dove affondi e ti senti nel cuore la purezza della natura dove sei entrato…
Ciao Ario e grazie per avermi portato a trovare la natura nel suo profondo sapere che può dare a chi lo sa cogliere
Susanna, 10 anni, Campo novembre 2007
Grazie Ario per questi quattro giorni meravigliosi, mi sono divertita un mondo, ho conosciuto dei nuovi amici molto simpatici e sono contenta di aver rivisto i lupi Nanook e Miwok. Il trekking è stato un po’ faticoso ma quando siamo arrivati in cima, il paesaggio mi ha lasciato senza fiato e mi sembrava di aver conquistato la montagna. Spero tanto di poter tornare perché la magia di questo posto ormai mi ha raggiunto il cuore e mi sento parte della foresta.
Tatiana. 12 anni, Campo novembre 2007
Mi dispiace lasciare il Campo che è diventato per me una casa.
Ogni volta che torniamo da una lunga camminata, vedendo sbucare i tepee (tende degli indiani Sioux) tra gli alberi, mi ritrovo come a casa mia.
Ormai questo luogo mi ha incantato con la sua bellezza, il suo silenzio e la sua profonda saggezza. Sono sicuro che tornerò.
Giacomo. Apenimin (Colui che è Degno di Fiducia) 13 anni, 5 Campi Explora
…Allora, penso, come salutare questo luogo? E’ logico: con il Saluto alla Terra insegnatoci da Ario. Devo farlo, devo rivivere quelle stupende emozioni che rinascono in me ogni volta che faccio questo Saluto alla Terra dei Sioux: sento il mondo avvolgermi nella sua calda coperta multicolore…
Rebecca, Awendela, 12 anni,. 3 Campi Explora














“Sono arrivato senza quasi accorgermene e mi sono ritrovato nel grande Nord, dove la natura si mostra in tutta la sua bellezza e solennità.
Quando mi sono ritrovato nel bosco al buio da solo, sentivo i miei passi sulla neve e se mi fermavo udivo solo il mio respiro e il battito ritmico del mio cuore.
Allora provavo una sensazione strana, sconosciuta, che era un misto di paura e serenità; pace.
In quel momento, quando ero immerso nel silenzio della Natura, ho creduto di capire cosa provi durante le traversate e che cos’è veramente il wrr della natura di cui parli nel tuo libro
Vi ringrazio (te e i lupi) per tutto quello che mi avete donato e vi auguro Buona Traversata!!
Grazie ancora”
Giacomo (14 anni)
“Il grande Nord, cuore della Terra ove pulsa sangue che viene trasmesso a tutti, ma noi che ne siamo ingordi, ne abbiamo sempre chiesto di più e di più e adesso la Madre Terra sta esaurendo il suo sangue e se continuiamo così, finirà per morire e non lasciare più niente. Ma fortuna che esistono persone come te anche se non si può fare molto, per non dire niente. Tu ci stai insegnando a rispettarla ed ora noi siamo attaccati a te come lo siamo alla Terra. Mi raccomando, non mollare mai!”
Marco (12 anni)
L’esperienza che abbiamo vissuto venerdì mi ha fatto capire molte cose. Ci sono molti modi per sentirsi realizzati nella vita e l’avventura che Ario ha vissuto e ha fatto vivere a noi è uno di quelli. Attraverso questo viaggio magico, lui è riuscito a dare un senso alla sua vita e si è impegnato per trasmettere a noi ragazzi questa sensazione meravigliosa.
Spero anch’io di riuscire a capire veramente cosa vuole la vita da me.
Magari non troverò questa risposta ammirando le Aurore Boreali in compagnia di due splendidi lupi, ma come ben sappiamo, siamo tutti diversi e quindi ognuno deve cercare la sua strada da solo.
Essendo in un periodo un po’ confuso, sento questo sentimento in un modo molto forte e riesco ad immedesimarmi in Ario, seduto davanti a un fuoco e ad un cielo meraviglioso, e mi vengono i brividi.
Grazie Ario.
Giulio (dopo il mio incontro con la scuola)
“quello di oggi è stato un intervento che mi ha lasciato molto pensare. Ario Sciolari ha parlato tanto del fatto di essere diversi. Ho sempre sognato di essere diversa, ma non diversa nel modo di vestire o di pettinarmi, diversa nel modo di pensare ed agire.
Non è facile però esser diversi! Quando si è diversi, spesso si ha il resto della gente, la gente tutta uguale, contro.
Ario, infatti, non ha detto che è facile non seguire il gruppo, ma se si ha un sogno, un sogno che sia solo il tuo e non quello di tutto il resto della gente, si può andare avanti e seguirlo e, forse, raggiungerlo. Tutto questo mi sembra davvero bello.
In particolare mi ha molto colpito quando Ario ha parlato del suo rapporto con i lupi, che descrive come Maestri per lui. La cosa che mi ha commosso maggiormente, invece, è stato quando egli ha raccontato che, dopo la morte dei suoi primi lupi, è uscito all’aperto e si è domandato guardando il cielo: “Dove siete?”… E proprio in quel momento due stelle cadenti si sono incrociate nel buio della notte.
E’ stato un bellissimo incontro di cui, sicuramente, porterò un ricordo fantastico.”
Marta (dopo il mio incontro con la scuola)
Questa esperienza mi ha fatto capire il significato di “contatto con la Terra”, mi ha fatto capire il bisogno di ognuno di noi di ritornare alle origini, di spogliarsi di tutte le cose superflue per poter contemplare la nostra Terra, uno dei grandi doni che Dio ha dato all’umanità, un dono da difendere e rispettare.
Un dono che nessuno potrà ridarci una seconda volta, un dono unico in tutto l’universo.
Giovanni (dopo il mio incontro con la scuola)