perché

Perchè mi è accaduto tutto questo?

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“Il Governo italiano, ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre misure per assicurare una maggiore tutela della sicurezza della collettività, a fronte dell’allarmante crescita degli episodi collegati alla violenza sessuale, attraverso un sistema di norme finalizzate al contrasto di tali fenomeni e ad una più concreta tutela delle vittime dei suddetti reati ha emanato il decreto legge 23.02.2009, nr. 11 (“Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”), pubblicato in G.U. n. 45 del 24.02.2009, convertito con modifiche in Legge n. 38 del 23.04.2009, pubblicato in G.U. n. 95 del 24.04.2009″.

Così si legge  e sembra una cosa seria…; ma come sempre, quale realtà si cela sotto questa che sarebbe ben presto divenuta una legge anticostituzionale e delle più incivili?

Proviamo a rileggerla esattamente per ciò che ha significato per tanti ragazzi innocenti tra cui il sottoscritto:

per chiunque sia minimamente sospettato di reati a sfondo sessuale (dallo sfioramento in autobus al vero abuso), non vi è altra alternativa se non il carcere. Nessun processo, nessuna misura più “dolce” quale arresti domiciliari, ecc.

Semplicemente, si veniva gettati dentro, all’istante.

Per questo, quella notte di aprile, appena tornato dall’Antartide, venni prelevato da casa e gettato…, ma tutto questo lo narro nel mio libro.

Questa lodevole iniziativa del meraviglioso governo Berlusconi che da troppi anni sta demolendo l’Italia, ha portato a sovraffollare carceri già sin troppo colme e ad un abuso mai visto prima della misura cautelare.

In sintesi, ciò che mi scagliò dentro quella notte fu una misura cautelare che non poteva (grazie a questa legge) esser attenuata ad una qualsivoglia altra alternativa, arresti domiciliari, ad esempio.

In altre parole, se fosse accaduto prima del febbraio 2009 quando questa legge entrò in vigore, io dall’Antartide sarei potuto tornare e senza sorprese, avrei potuto disfare i bagagli e continuare la mia vita a casa, in attesa del “processo”.

Fortuna vuole che in questo paese non tutti abbiano occhi e cuore blindati nella più spaventosa superficialità; fu così (buona sorte nella cattiva!!) che appena 1 mese dopo il mio sequestro, tale legge, evidentemente troppo palesemente anticostituzionale (vale a dire, vero schiaffo alla Costituzione Italiana il cui articolo principale afferma che la libertà individuale è Sacra), venne portata alla Cassazione di Roma (proprio da avvocati della provincia di Belluno!) affinchè venisse abrogata.

Cosa che accadde alla fine di luglio 2010: per questo ( e solo per questo), il pomeriggio del 28 luglio 2010 ero fuori, altrimenti, vergognosamente, questa legge infame avrebbe continuato a tenermi rinchiuso, sotto sequestro, e non so, dopo quattro mesi, quanto ancora ce l’avrei fatta…

La cosa “bella” o curiosa, fu che in tutta Italia, il primo a beneficiare della caduta di quest’infamia, fui proprio io… Non oso pensare se fossi entrato dentro nel febbraio del 2009, appena approvata questa legge…; quindi, buona sorte nella cattiva!

Questa è una; c’è poi la spaventosa leggerezza e superficialità dei giudici che hanno voluto decidere di agire nei miei confronti attuando questo sequestro: uno sbaglio che mi ha quasi tolto la vita e che descrivo nel dettaglio nel libro che ho scritto in merito.

Poichè che si possa giungere a questo ancora oggi, sulla base di FALSE ACCUSE, è ignomignoso: e le carceri sono piene di gente che non ha fatto nulla.

Poichè si “giudica” senza sapere, superficialmente e sulla base di sole carte ed articoli. E le carceri poi…, tutto questo non è degno di un paese “civile”.

Il vero abuso, alla fine, mi son spesso chiesto: chi è che lo commette davvero…?

Continuerò a gridare quanto mi hanno fatto: poichè ognuno di noi, se ci viene sottratta la libertà, la vita, tutto, se si viene feriti nel profondo e  per NULLA, non potrà mai dimenticarlo nè accettarlo.

Ho fatto esperienza sulla mia pelle del vergognoso stato della giustizia italiana e, seppur per “solo” quattro mesi, dell’inumano ed incivile stato delle carceri. Del resto, se già da sempre nulla (o quasi) funziona in Italia, come ci si potrebbe  aspettare che…, la giustizia, sì, almeno questa funziona…“: dalla prefazione al mio libro. Consiglio, inoltre, la lettura dei libri “Presunto Colpevole” di Stefano Luca Steffenoni, “L’ultra Casta” di Stefano Livadiotti e “Fine pena mai: l’ergastolo dei tuoi diritti nella giustizia italiana” di Ferrarello Luigi.

 

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