Al presidente del Tribunale di BL dott. Sergio Trentanovi
e al
signor presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
e p/c: al Gazzettino do BL, al Corriere del Veneto e al Corriere delle Alpi.
Signor presidente Trentanovi,
sono Ario Sciolari e le scrivo alcune mie perplessità; l’ultima ed unica volta che ci siamo incontrati è stato il 4 maggio 2011.
In quella udienza so di aver non solo raccontato, bensì manifestato, trasudato, impersonificato la verità stessa. Lasciamo stare anche la rabbia, il dolore che lei non può immaginare, dolore devastante per aver subito un’ingiustizia come mai avrei potuto immaginarmi, almeno qui, nella “civile” Italia.
Ma la verità…: so di averla espressa con tutto me stesso, al punto che alla fine l’avvocato ha commentato: “Li hai spiazzati… Chi minimamente si sentisse colpevole non avrebbe capacità di tanta energia, orgoglio, fierezza…”.
Ciò che poi però hanno aggiunto mi ha lasciato perplesso, da questo la mia lettera:
“Ario, non aspettarti nulla comunque; la verità non interessa mai ai giudici, alla prossima udienza ti condanneranno…”
Questa frase, che la giustizia non interessa ai giudici, non mi era nuova, ancor più dopo la lettura, anni fa, di Resurrezione di Tolstoj. Ma finquando certe cose non le si provano, si sà, è difficile crederle… Inoltre, il sottoscritto, è avvezzo a un tipo di rapporto con le persone che forse oggi solo ancora chi va in montagna, le guide, gli esploratori, hanno: franchezza, lealtà. Onestà. Verità. Il fatto che mi basti, soprattutto, un sol sguardo per capire quale persona io abbia di fronte.
Per questo so che voi non potete non aver ascoltato col Cuore, con ogni vostro senso, la mia accorata difesa il 4 maggio scorso. Per questo davo (e ancora dò) per scontato che questo debba bastare per uscire del tutto da questa storia di menzogne….
Del resto, se è bastato come fosse oro colato, ciò che è uscito dalla madre e dal ragazzo, menzogne delle più perfide (create per arricchirsi sulla pelle altrui…!!), a farmi quasi uccidere (4 mesi di reclusione senza saper nulla: morte), basterà, la voce della verità, la luce dei miei occhi, ciò che vi ho comunicato oltre le parole: deve bastare poichè E’ LA VERITA’ e deve bastare poiché è a questo modo di essere, a questo modo di rapportarmi con le persone ciò cui son avvezzo: per questo la madre mi mandava sempre suo figlio…
O devo pensare che la menzogna, la più abbietta, debba sempre vincere da quando mondo è mondo?
O che davvero a voi giudici la verità non interessa…? Ma una cosa del genere non saprei neanche figurarmela; forse aver vissuto così a lungo tra i lupi mi ha abituato esclusivamente ad un modo di fare che rispecchia Bellezza, Lealtà, Verità…
Ma nonostante tutto ciò, io non credo ancora a quanto che mi hanno detto gli avvocati: cos’è, un gioco, condannare così, sulla base di niente, anzi, di sole menzogne, senza neppure ascoltare, senza neppure voler capire DAVVERO?!
Menzogne, continuo a ripetere: e non a caso.
Se davvero lei volesse chiudere così, subito, il 30 novembre 2011 verrò a dirle che ci son prove (fotografiche e filmate) che confutano senza lasciar il minimo dubbio, la veridicità di tutto quanto inventato dalla madre, di tutto quanto fatto dire dal ragazzo: ripeto, di tutto ciò che è stato detto dall’accusa, ci sono prove inconfutabili che provano il contrario!!
Prove che mai son state portate poiché non le trovavo più.
Ricordate del resto l’unica testimone che avete ascoltato, quella signora Sonia: ha smentito tutto quanto detto dalla madre del ragazzo! Meno male che questa Sonia era un test “contro” di me…
Perchè ad esempio non mi avete concesso tutti gli altri 30 testimoni?
Perchè non ne avete ascoltato neanche uno?
La verità, sarebbe venuta a galla subito! Perchè non mi avete lasciato le armi per difendermi??
E se dunque il 30 novembre lei volesse già chiudere con una condanna, le direi: lei è un Giudice!
Ha il dovere di guardare tutte e due le campane, ma guardarle a FONDO! E non una sola, mentre l’altra, me, vien mandata al macello, gli vien annientato il lavoro, un figlio e 1 anno di vita.
In quei 4 mesi di carcere di cautelare dovuti a quella infame legge anticostituzionale del febbraio 2009 caduta il 22 luglio 2010, io stavo per morire!
Lo dico, lo urlo!
Come farebbe lei se venissero in casa sua pestando e distruggendo, strappandola da tutto e scagliandola nell’abisso senza neanche una parola.
Lei non può non giudicare imparzialmente, non può, quindi, non vagliare ogni frammento: come con me, fino ad oggi non è stato MAI fatto! Se vorrà, quando a breve uscirà, dovrebbe anche leggere il libro che ho scritto su tutta questa vicenda; l’ho chiamato:
L’Abuso…
Dall’Antartide a Mostro: una farsa tutta italiana.
Qui in allegato le ho mandato le prime pagine di questo mio lavoro.
Altre mie perplessità, signor giudice riguardano l’aggiunta che la pm ha fatto in chiusura il 4 maggio, incrementando l’accusa: questa aggiunta, in sintesi, dice che il ragazzo ha subito l’abuso in stato di inferiorità poiché da me favorito tra i suoi compagni…: ma ignora, dicendo così, il fatto che il presunto abuso, secondo l’accusa iniziale, si sarebbe verificato la settimana prima, prima dell’arrivo dei compagni!! Anche un bimbetto delle elementari si accorgerebbe che è un controsenso, o una nuova… bugia! Si renderebbe conto di quale castello di sabbia sia costituito tutto quanto ha distrutto un anno della mia vita e tutto il mio lavoro: lavoro costruito con le mie sole mani e col mio solo cuore in anni ed anni di passione, dedizione, impegno…
Perplesso, ancora, lo sono di fronte la violenza di questi 4 mesi di reclusione (la legge infame che ha reso possibile questo è spiegata nel dettaglio nel mio sito in basso) ai quali si son aggiunti 10 infiniti mesi di domiciliari, rinchiuso con i miei lupi senza più sapere quando sarebbe finita… Tutto questo perchè mi avete ritenuto pericoloso… Non c’è stata persona, che mi conosca bene o appena, che abbia sorriso mestamente: “….Pericoloso… tu…??” Pericoloso dite voi…: eppure, dopo tutto quello che ho passato (e NON ne avete idea, lo leggerete nel libro), io non son ancora neppure in grado di odiare chi mi ha fatto tutto questo. Poiché mai ho saputo concepirlo, l’odio.
Per questo, mentre ero ancora relegato in Val d’Aosta, i genitori, non potendo andare io, mi hanno portato lassù i loro figli, affinchè potessi comunque portare avanti i Campi: la Sacralità di certe cose, o la si coglie direttamente col cuore oppure non si sa neppure cosa sia…
Altra cosa che mi ha sempre reso perplesso al punto che ormai son frasi che mi girano in testa come fossero filastrocche; la pm ha sempre ripetuto: “E’ ininfluente la personalità dello Sciolari…, tutti sappiamo che è un grande alpinista ed esploratore, che è apprezzato da tutti per la sua lotta in favore della Terra e per quanto da 24 anni porta avanti con i ragazzi…”.
Come ininfluente??
E’ possibile sia ininfluente solo per voi?? Perchè un mondo intero di persone, senza neppure conoscermi di persona ma sapendo cosa faccio, cosa comunico, mi si è stretta attorno in modo commovente: “No, uno come te…, non è possibile che possa esser vero…”. Perfetti sconosciuti venivano a suonare i tamburi sotto le mura dell’inferno ove ero rinchiuso; il Capitano, a quattr’occhi, mi disse: “Non era mai successo… Lei, qui, non c’entra nulla. Ma io, non sono un giudice. Loro, la persona, non la considerano mai… E noi, ci ritroviamo con queste carceri strapiene…”.
Se io solo sapessi che una persona ha certi valori, che ha sciato per 5 mesi a -40 come marcia di protesta per proteggere gli ultimi nativi dell’Alaska…., una persona con questo modo di essere, ripeto, come potreste solo avvicinarlo a quanto gli imputate?
Ma forse credo ancora in un mondo di Uomini…. Lo so, in tanti mi hanno spesso detto che sono l’Ultimo dei Puri; io, mestamente, ho sempre risposto: “No, son solo l’ultimo dei coioni….. Perchè ecco cosa ci si guadagna ad esser come me in un mondo marcio come quello di oggi, un mondo che ha perso il proprio centro. E senza centro, senza senso, come si fa a vedere con chiarezza…?
Signor giudice; vi siete sbagliati, con me vi siete sbagliati.
Vi siete sbagliati e lo devo urlare poiché vedersi violare la propria casa ed il fondamentale diritto di ogni essere umano alla libertà (non è questo il primo articolo della costituzione italiana?) e nel modo più barbaro (lo descrivo nel libro) e per nulla…, questo non lo si può dimenticare!
Come la morte di un figlio per mano di un delinquente.
Vi siete sbagliati. Voi pensate io sia uno di quei pedofili a tal punto convinti della giustezza delle proprie nefandezze da difenderle a spada tratta, così come io ora, invece, semplicemente difendo la mia verità e la mia totale estraneità con costoro…
Vi siete sbagliati; io non sto da quella parte, quella è gente che per me, sta su un’altra galassia! Per questo so quanto GRANDE è il vostro sbaglio!!
Non basta dunque dire la verità, gridarla con tutte le proprie forze perchè questa possa prevalere sulla menzogna? Non è più possibile pensare, come facevo da piccolo che, “giudice”, sia sinonimo di lealtà, di onore? I fatti vissuti sulla mia pelle dovrebbero avermi convinto che no, non è più così che vanno le cose… Ma la mia fiducia, incorreggibile, non è nelle istituzioni, non è nella giustizia, bensì nell’essere umano. Un essere umano come lei, signor giudice.
L’Italia, dopo questa vicenda mi ha terrorizzato, mi ha spaventato a morte; poichè quasi mi ha ucciso…: vivo lontano ora, all’estero, ove sempre avevo sognato… Spero, un giorno se tornerò, di poterle stringere la mano: per il suo giudizio limpido, leale, legato alla Realtà.
Ora smetto di scrivere; non cesserò mai di gridare la mia innocenza, ma non perchè penso possa interessare a qualcuno, né perchè son incazzato, e avrei tutto il diritto di esserlo. Devo gridarlo, devo fare in modo che si sappia quello che accade; per questo, da giugno, sto girando l’Italia tenendo serate davanti a platee di centinaia di persone, non più sull’Antartide, non più sull’Alaska o sull’Everest, ma su quest’infamia, un’infama che, oggi, è possibile subire in Italia.
Poiché l’ho subita sulla mia pelle…
ed è una cosa che fa male…,
fa male MALE…
fino nel fondo più profondo della propria anima.
Un saluto
guida alpina Ario Sciolari
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Dal finale del mio libro “l’Abuso”:
“Tanto male è stato fatto ed ingiustamente (come se poi possa esistere un male “giusto”!) e mi domando se, chi ne è stato l’artefice, mai riuscirà a comprenderlo. Quel che conta per noi, comunque, è esser qui, è esser a casa, con il canto lontano del torrente e la pioggia che riprende a ticchettare.
Ma ancora una cosa mi chiedo, e sarà l’ultima:
Chi è che ha vinto in tutto questo?
Io posso solo dirvi chi e che cosa è che ha perso: ha perso quel ragazzo che ha ricevuto il dolore più grande per tutta questa storia, che più volte, tramite i compagni dei campi ha cercato di raggiungermi e di chiedermi: come state?
Ha perso, soprattutto, quella bellissima parola, quel valore di onore e lealtà che una volta si chiamava Giustizia, e che oggi, è ridotto a niente. Ha perso la bellezza, ha perso la verità.
Ma da quanto questo accade sul pianeta Terra? Nulla più si salva di ciò che è ancora bello, vero e pulito, in questo mondo che ha perso il senso di ciò che ha valore, rispetto, bellezza. Ancor più in questa povera Italia, ridotta piccola da chi ha la pretesa e la presunzione di gestirla.
Quanto a me, ho attraversato il tunnel ed ora, come l’Aquila della leggenda, mi ritrovo più su, con un’accresciuta consapevolezza della luce e della bellezza che è l’esistere. E’ questa la chiave unica al vivere Alto. Al vivere altro… Quel modo antico di essere che mai come oggi si è allontanato dal mondo; che, eppure, mai come oggi il mondo anela”.