Fiorenzo

LECCO, 07 MARZO 2011

Parlare di una persona non è mai una cosa facile, è una cosa che non mi appartiene, ma in questo caso mi corre l’obbligo di esprimermi.

Ognuno di noi subisce il fascino, l’attrazione o, al contrario , la diffidenza o la “distanza” che un altro essere umano può esercitare su d noi.
Spesso si sente dire che la prima impressione è quella che conta, per molto tempo non ci ho creduto, poi nelle esperienza di vita (ora ho quasi 50 anni) penso che invece sia una cosa vera.
Incontrai Ario nel 2008 durante una serata nella quale presentava i suoi viaggi ed in cui parlava della sua filososfia di vita; da allora siamo rimasti in contatto continuo e ci siamo visti e scambiati diverse idee sulla vita.
Quella sera la mia prima impressione fu che Ario fosse una persona molto dolce e capace di trasmettere il  proprio vissuto ed il proprio intimo più alto senza molti veli, con la capacità e la sensibilità tipica del “puro” … tre anni dopo confermo che la mia prima impressione fu quella giusta.
Maltrattato, calpestato e quasi ucciso (uso questa parola con cognizione)  dagli ultimi eventi che l’hanno privato della sua vita, nella più totale disperazione ha mantenuto una dignità di non violenza verso coloro che lo hanno accusato e verso coloro che lo hanno giudicato.
Ho imparato molto da lui, di come la vita semplice sia dura ma bella, di come l’essenzialità sia un valore da insegnare e da trasferire non solo con le parole, ma sopratutto con il proprio modo di vivere e di come andare in direzione opposta ad una società basata sul possesso e non sul valore della persona sia una cosa importante.
Ogni volta che faceva una serata in qualche parte d’Italia, durante il giorno coglieva l’occasione per parlare ai ragazzi nelle scuole di ciò che la sua vita nella natura gli restituiva come persona e dei valori che valeva la pena di vivere.
In casa nostra, io e mia moglie (ed i miei 3 figli di conseguenza) abbiamo visssuto l’esperienza di ospitare bimbi in affido, persone adulte in difficoltà e vario genere di “natura umana”, esperienza che ci ha permesso di imparare a distinguere molti comportamenti “sani” da quelli “meno sani”.

Concludo dicendo che Ario è un essere umano che con il lavoro di bene che ha svolto su migliaia di ragazzi nel comunicare i valori più alti che il genere umano sta perdendo, ha fatto un opera eccezionale che è stata bruscamente interrotta.
Auspico una forte accelerazione del suo ritorno alla vita. A completa disposizione per qualsiasi approfondimento.
un cordiale saluto
Fiorenzo Bulfer

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