Egregio Giudice,
siamo i genitori di Silvia, una ragazza che ha frequentato i Campi di Ario e desidera ripetere l’esperienza quanto prima.
Ci scusiamo innanzitutto di intrometterci in una vicenda così delicata, se lo facciamo è perché conosciamo Ario Sciolari.
Le potremo sembrare dei genitori incoscienti, ma le assicuriamo che non è così.
Quanto Ario ha trasmesso a nostra figlia ci ha fatto comprendere d’aver incontrato un uomo di rara bellezza.
I Campi traggono ispirazione dai Nativi americani, il popolo che più ha saputo vivere in armonia con la natura, perché più si avvicinano agli ideali di questo uomo.
I valori che trasmette ai ragazzi, fra un’escursione e l’altra (condivisione, rispetto per la natura, per il cibo, per tutti gli esseri viventi oltre che per i propri simili), sono semi che ogni genitore dovrebbe mettere nel cuore del proprio figlio.
Chi ha colto il suo Essere e il suo Spirito sa che Ario è persona incapace di nuocere chiunque.
Il suo stile di vita è stato spesso criticato perché raramente compreso, e quanto rappresenta disturba più di una coscienza …
Passo dopo passo, con fatica e tenacia, ha costruito la sua vita, cercando verità e bellezza, in solitudine, immerso nella natura più austera ed autentica.
Le sue esplorazioni l’hanno portato non solo a cogliere la bellezza smisurata da cui era circondato, ma soprattutto quanto di più vero e sacro risiede nel nostro cuore.
Il suo non è stato solo viaggiare attraverso il grande Nord per amore dell’avventura … il cammino più importante che ha compiuto è stato nell’Anima.
Questo lo ha portato a vivere con una consapevolezza rara il dono della Vita.
E’ questo il suo messaggio.
Aveva fiducia, sapendosi innocente, della giustizia italiana, invece è stato immediatamente incarcerato al suo rientro dalla Svezia.
Come il peggiore dei criminali, senza diritto di replica.
Siamo indignati di quanto ha subito in carcere e dal protrarsi di questa situazione.
Questo uomo mite ed innocuo, abituato al silenzio e all’ascolto, che quando cammina sta attento a non calpestare un fiore involontariamente, ha condiviso ogni sua conoscenza con fiducia innata nell’uomo … non è la persona di cui hanno scritto i giornali.
Noi lo abbiamo conosciuto, lo sosteniamo con affetto e pensiamo che queste accuse siano frutto di forzature ed incomprensioni.
Quest’uomo è già stato condannato dalla stampa, ha già pagato per quello che non ha commesso, sia in detenzione che reputazione.
La ringraziamo per l’attenzione che ci ha riservato.
Distinti saluti
Paola e Francesco Rigon