Gentile signor Giudice,
Le parlerò di ghiacci, di Silenzi e di Bellezza; per questo le sembrerà una favola.
Le parlerò di un piccolo uomo che vive un vivere antico, ormai dimenticato, un uomo che parla con i lupi, col vento e col cuore più intimo delle persone e dei bambini…
Sono Stefania, la compagna di Ario Sciolari e le scrivo questa lettera per cercare di trasmetterLe chi è Ario, quale fiore di rara bellezza è racchiuso in quest’uomo; e come accade con tutte le cose rare, anch’egli spesso non vien compreso, a meno che, appunto, non lo si colga col cuore.
Le scrivo, ancora, tentare di comunicarLe quale storia assurda abbia distrutto la sua vita e stia uccidendo il suo animo meraviglioso.
Le parlo non solo come compagna, ma come una persona che è riuscita a cogliere in Ario la bellezza e la semplicità del suo animo privo di malizia e cattiveria.
Poiché Ario è persona pulita, semplice e profonda; il suo cuore, soprattutto, è bontà. Mai potrebbe far male a nessuno, lui stesso ripete spesso: “Non ho mai provato odio in vita mia, non ci riesco; neppure ora verso chi mi ha fatto tutto questo…; tutto ciò che anelo è tornare su, ai miei monti…”
Su questa storia intanto, è già stato scritto il libro; ma andiamo con ordine…
Ario Sciolari dunque (Guida Alpina – esploratore), la notte in cui fu portato in carcere, 8 mesi fa, era appena tornato dalla sua ultima traversata in sci (Antartide), ove, come suo ennesimo messaggio di salvaguardia verso il Pianeta (vedasi www.backtothemother.it) aveva marciato per mesi in compagnia dei suoi due huskies (cani).
Da anni, difatti, Ario divulga valori di rispetto verso la Madre Terra e verso se stessi: attraverso i suoi scritti (libri, riviste), attraverso congressi in giro per l’Italia e attraverso il suo lavoro di guida alpina: con Campi e trekking ”d’Ascolto” per adulti e ragazzi: questi ultimi da oltre 20 anni SENZA mai aver avuto alcun problema! Ma tutto questo suo importantissimo, vitale impegno, è adesso stato spazzato via da questa vicenda: soprattutto per il folle pantano spazzatura apparso su giornali e su internet…
I “precedenti” di Ario? Sono montature colossali causate dal “fastidio” che da sempre lui ha portato nella vallata di Cortina d’Ampezzo (regno dei Vip e dei soldi) ove lui, romano, osò già 25 anni fa (appena trasferitosi su all’età di 18 anni) mettersi contro le varie lobby:
1) dei cacciatori.
2) delle motoslitte (che infrangono le ultime zone incontaminate delle Dolomiti) e delle motociclette in estate sui passi alpini.
3) dei commercianti (lobby n°1) contro le loro nuove strade, rifugi alpini, impianti da sci e piste.
Parliamo di giganti dunque, ai quali un omino solo ha sempre pestato i piedi (interessi economici…, figuriamoci che vespaio!): per questo hanno voluto e potuto infamarlo e distruggerlo da sempre (il libro appena scritto racconta anche tutto questo, nel dettaglio),creandogli attorno queste storie e minacciandolo di continuo (ben lo sanno i CC del suo paese, San Vito di Cadore): minacce ma anche azioni violente: auto più volte manomessa, nella sua proprietà, ed ingresso in casa, ecc ecc…
Ario insegna non solo a rispettare il Pianeta, ma soprattutto a coglierlo (e a cogliere la propria vita) col proprio intero essere, insegna ad Ascoltarlo. Questo per lui è Sacro (termine che spesso usa), alla pari di ogni istante: e questo emana da lui, senza bisogno di parole.
Pericoloso Ario? E’ la persona più bella che abbia conosciuto: lui non insegna Amore e Rispetto, lui E’, lui trasuda ed è Amore.
Son oltre 20 anni che lo insegna ai bimbi (ed è qualcosa da brivido per l’energia e l’intensità), oltre 20 anni che, sciando da solo con la sua piccola slitta dietro, traversa il pianeta, suo modo per protestare ed aiutare gli ultimi popoli Nativi del Nord (vedasi sempre www.backtothemother.it e www.ilvolodellaquila.net, sito di difesa ove son racchiuse decine e decine di testimonianze).
Questi suoi intenti si possono appunto ritrovare nelle sue traversate più importanti:
-Traversata della Scandinavia sci (3000 km in 5 mesi attraverso le montagne, vedasi il libro “il Sogno del Lupo”) in favore dei Sami (Lapponi).
-Traversata dell’Alaska da sud a nord in sci, 2000 km in 6 mesi attraverso le montagne per tentare di salvare dalle compagnie petrolifere (è stato minacciato anche da esse…!) i nativi Gwich’in Athapasca ed i loro Caribù; “una marcia a -40 in cui ogni passo è stato come una preghiera, un atto d’Amore per nostra Madre la Terra”, libro e articolo su “Geo” accluso.
-Traversata della Penisola Antartica, inverno 2010, per sensibilizzare sull’importanza del continente di ghiaccio e quindi sui rischi del riscaldamento globale, dovuti al nostro scellerato modus vivendi.
Appena tornato a casa dall’Antartide (con ancora gli spazi dentro…), la notte del 7 aprile di quest’anno, neppure scaricati i bagagli in casa, neppure abbracciata la sottoscritta, è stato portato in carcere a Belluno e poi a Pordenone…: esperienza di 4 mesi la quale, vista la sua natura ed il suo modo di essere…, quasi lo ha ucciso…, per usar le sue parole.
Ora, da ulteriori 4 mesi è ai domiciliari a Roma, ancora lontano dalle sue montagne, dal suo inverno e dal suo silenzio. E questo, è straziante oltre ogni immaginazione per una persona così, me ne rendo conto ad ogni mia visita.
Chiuso in casa con i suoi due Huskies, compagni dell’Antartide appunto, con il dolore per questa separazione dalla sua terra e per la consapevolezza che tutto questo è immeritato.
Della sua completa innocenza sono profondamente convinta, semplicemente per il fatto che so di chi parlo…! Per questo lotterò al suo fianco, fino all’ultimo ed oltre.
Questa menzogna non può portarmelo via!
(E nell’usar il termine “menzogna” non vi è la benché minima intenzione di mancarLe di rispetto: vi è invece e semplicemente, ciò che sente, ciò che sa, ciò che grida tutto il mio essere, non solo il mio cuore).
Pericolo Ario dunque? Come può, come potrebbe una persona, con tali valori…, con tale modo di essere? Modalità che oggi non si conosce più, eppure, mai come oggi sarebbe impellente tornare a conoscere.
Per ciò che lui è, dunque, Ario, è stato calpestato, complice certo anche la sua ingenuità…
Ma ciò che lui è, lo rende bene prezioso per tutti noi…
Sono molto grata a quest’uomo per avermi restituito questa capacità di Ascolto e di Rispetto.
Soprattutto, gli sono grato perché questi valori li ha trasmessi (e a mia volta li sto trasmettendo) a mio figlio di 11 anni e mi commuove quando gli sento dire “Mamma, fermati, guarda che colori ha questo tramonto, quando torniamo da Ario?”.
Lui un pericolo?
Lui che marcia per mesi nel gelo per salvare le popolazioni native, lui che rischia la vita per salvare quella del suo lupo intrappolato tra i ghiacci sottili di un fiume (pagina 283 del Sogno del Lupo), lui che insegna, ai suoi stages per adulti e bambini, a camminare con…(sue parole) consapevolezza ed in modo Sacro tra i fiori di montagna (senza pestarli!), al fine di giungere, così, a camminare con pari consapevolezza, bellezza, sacralità e rispetto, il luminoso cammino della nostra vita…
Lui, vorrebbe solo tornare alle sue montagne, al suo silenzio, come quella notte in cui stava solo… tornando a casa, dall’Antartide…
La ringrazio.
Sefania Mein