qui troverete le foto degli ultimi campi
Qui riportiamo alcune foto dei Campi che Ario è tornato ad organizzare dopo il lungo anno di forzata inattività; quelli di luglio, settembre e fine ottobre 2011, li ha tenuti nelle sue Dolomiti, di nuovo da persona libera, il primo, quello di Pasqua, si è invece svolto in Valle d’Aosta ove, nella casa della compagnia Stefania era vincolato dall’obbligo di firma, vale a dire, una specie di libertà totale solo che, l’unico obbligo è quello di andare a firmare dai Carabinieri ogni giorno alle 11…..
Questo per il fatto che i “giudici” all’epoca non avevano ancora intenzione di farlo tornare a casa (cosa avvenuta meno di 2 settimane più tardi).
Si suol dire che… “Se la montagna non va a maometto, maometto andrà alla montagna”: mai nulla di più vero nel caso di Ario!
I ragazzi dai quali voleva esser tenuto lontano lo hanno raggiunto dal Veneto fino alla Valleè! Non poteva andare lui, son andati loro…; non ne potevano più di continuare a saltare Campi!!
Ne è risultata un’esperienza d’alta quota sulla neve davvero unica.
L’unica follia, appunto (come tutto quanto patito nell’anno 2010), era quest’obbligo di firma: ogni mattina Ario doveva inforcare i suoi sci d’alpinismo e su di essi filava a valle fino a prendere l’auto per guidare per circa 40 minuti; una volta firmato, tornava su di corsa ove tutti erano lì ad attenderlo. Così è stato per tutta la primavera, sia al Campo dei ragazzi sia con i vari clienti che, appunto (e scuotendo la testa per questa vergogna della “giustizia” italiana), lo hanno raggiunto, non potendo Ario spostarsi in Dolomiti.
I carabinieri stessi alla fine sorridevano nel vedere arrivare questa giovane guida luminosa di sole e della gioia interiore che da sempre la distingue…: “Non si è mai vista cosa del genere con chi ha l’obbligo di firma…”
Un paio di volte, per… firmare, Ario si è scapicollato giù dalle pendici del Monte Bianco e del Cervino!
Sì, per quel che riguarda Ario, e non si stanca di ripeterlo un attimo nel libro da lui scritto su questa vicenda…, non si è mai visto un errore, un sopruso simile.
E’ questo il vero abuso: privare una persona della propria libertà.
Senza conoscere.
Senza voler sapere.
Restando nella assurda, spaventosa, superficie tutta italiana delle carte, dei numeri e della prevenzione più cieca.
Tanto per portare un esempio: all’udienza la PM (il giudice accusatore), con fare orgoglioso ha sentenziato:
“Stava per fare altri Campi ed ora sta per farne altri….”.
Come a dire: “Siamo stati bravi! Siamo riusciti a sventare una sciagura gigantesca!”.
Sì, quale attentato terroristico si celerà mai dietro i Campi di Ario…, robe da matti.
Questa è gente che non conosce neppure in sogno cos’è la Sacralità (ma non quella della chiesa!!): questo quanto dona Ario da 20 anni ai ragazzi per contrastare lo scempio sempre più dilagante che si perpetua ai loro danni da una società che non conosce più Silenzio ed Ascolto…, ma solo consumo, apparenza, violenza.
Chi veramente vorrà sapere, ma si tenga lo stomaco ben saldo, dovrà leggere il suo libro sulla vicenda…
Ancora una cosa: per entrambi i Campi, i genitori dei ragazzi hanno scritto e firmato la lettera qui sotto:
“Gentile Ario Sciolari,
quali genitori del Campo Nativo, siamo ben a conoscenza di quanto ti ha ingiustamente coinvolto nell’anno appena trascorso.
Nell’affidarti i nostri ragazzi, ti rinnoviamo quindi la nostra fiducia e solidarietà, così come ognuno di noi ha fatto in tutti questi lunghi, difficili mesi.
Siamo altresì consapevoli del fatto che, a seguito di queste grottesche vicende, la tua abilitazione ad esercitare la professione di Guida Alpina, è stata momentaneamente sospesa.
Questo non ci crea alcun problema, poichè sappiamo bene che, se un pezzo di carta viene stracciato, l’esperienza, la TUA Esperienza, Passione, Professionalità e Cura, non saranno certo da meno, anzi…
Vi auguriamo un grande Campo.
Ci vediamo alla Cerimonia di chiusura, con la gioia per il fatto che tutto questo è tornato ad Essere!
I genitori:……(seguono tutte le firme..)”
